News Calabria

RDT: Ionio Cosentino, discarica a cielo aperto. Rifiuti speciali in arrivo

Ponte sullo Stretto, ecco perché è anti-economico – Esclusa dalle azioni prioritarie dell’Ue, in base alla nuova politica di finanziamento delle infrastrutture europee, l’opera non sarebbe appetibile per il sistema dei Project Bonds all’esame della Commissione

Consumo di suolo. Wwf e Fai: “L’Italia scompare sotto il cemento”

Le talpe della ‘ndrangheta arrivano fin dentro la guardia di finanza

La mafia di Ariola, Antonio Altamura indicato “capo società” – La cosca teneva sotto controllo gli appalti pubblici e boschivi, praticava estorsioni e all’occorrenza agiva in maniera spietata – Nell’inchiesta tratteggiato il potere degli Emanuele e la brutale esecuzione dei fratelli Loielo

La mafia di Ariola, nei boschi delle Serre affari e feroci faide – Negli anni consumate vere e proprie guerre fra i gruppi contrapposti: sanguinari gli scontri dei Loielo con i Maiolo e poi con gli Emanuele – Nel 1989 l’agguato a Vincenzo Loielo (’47) segna l’inizio delle ostilità caratterizzate da omicidi e stragi

Reggio Calabria, arrivano tre commissari per verificare infiltrazioni mafiose al Comune – Per almeno tre mesi, il viceprefetto Valerio Valenti, il dirigente del ministero dell’Interno Teresa Pace e l’ufficiale delle Fiamme Gialle Michele Donega passeranno ai raggi X Palazzo San Giorgio

Operazione Reale-Ippocrate: falsi certificati per aiutare i boss – Sei arrestati, anche medici in manette

Il calciatore “suicida”, interrogato Padovano – Riparte l’inchiesta sulla morte del centrocampista Denis Bergamini avvenuta nel novembre 1989. Dai pm l’ex attaccante della Juve – Il centravanti, condannato per droga nel 2011, divideva la stanza con il compagno di squadra rossoblù

A Reggio, in arrivo la Commissione di accesso agli atti – Chiesta per far luce su eventuali condizionamenti mafiosi dell’attività amministrativa comunale

Otto persone scomparse in vent’anni – Inghiottite dal nulla: si teme che siano rimaste vittime della cosiddetta “lupara bianca” – A Torre Melissa da più di un mese non sia hanno notizie di Salvatore Russo

Il Ministro nell’inferno di Rosarno

Magistratura, scuola scippata: ultimo atto – Discussi al Consiglio di Stato i ricorsi sull’asse Catanzaro-Benevento. A breve la sentenza – Il Ministero scopre le carte e appoggia implicitamente le posizioni calabresi

Quel ragazzo svanito nel nulla 6 anni fa, la storia di Pino Loria a “Chi l’ha visto” – Stasera nella trasmissione della Sciarelli si ripercorre la vicenda – E la mamma ricorda che venerdì ricorre il compleanno di suo figlio

“Giù le mani dall’acqua e dalla democrazia!” – Per la difesa dei referendum sulla ripubblicizzazione del servizio idrico – Mercoledì 18 Gennaio presidio presso la Prefettura di Cosenza

Megadiscarica di Castrolibero, Rete per la Difesa del Territorio “F. Nisticò”: “Non si prendano in giro i cittadini, il sindaco Greco si dimetta”

Un blitz per espugnare la fortezza dei nomadi – Polizia, carabinieri, finanza, forestale, municipale e polizia provinciale hanno fatto irruzione in forze nel villaggio rom di via degli Stadi – Sequestrati droga e bilancini di precisione, demolite dalle ruspe costruzioni abusive e due bar senza licenza

Sparatoria da Far West in viale Isonzo, un ferito – Subito dopo il fratello gemello litiga con l’aggressore e viene “pestato”. Fermato un coetaneo, D.L., vicino di casa dei due – Si tratta del trentenne Andrea Araldi che è stato colpito alla spalla e al braccio

Tendopoli per migranti, si comincia – Nell’area Asi da oggi si lavora per montare strutture idonee ad accogliere 276 lavoratori – Il sindaco: «Chi la gestirà? Attendo notizie». E martedì arriva il ministro

Golden House, ora si aspetta il dissequestro degl’immobili – Il provvedimento disposto dal Tribunale dovrebbe essere eseguito nel giro di pochi giorni dagli uomini della Guardia di Finanza – Ma la ripresa dei lavori potrebbe essere bloccata dal Comune: le zone di recente indicate come R4

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Chiesa risalente a fine ‘600, nella quale vengono custodite statue lignee di pregevole fattura.

Altra chiesa molto cara ai platanesi è il piccolo santuario della Madonna del Riposo o del Riparo, ubicata in aperta campagna dove originariamente sarebbe dovuta sorgere Platania.

La festa viene celebrata il 7 - 8 settembre con veglia notturna.

Sono presenti nella Parrocchia le Suore della Congregazione di San Giuseppe di Cuneo.

Le Associazioni operanti sono:

La Caritas ed il Gruppo di Volontariato che si occupano delle attività assistenziali, delle visite agli ammalati ed agli anziani per i quali organizzano ogni anno la “Giornata dell’anziano”.

Il Gruppo Scout che s’impegna a fondo per la formazione dei bambini (lupetti e coccinelle) dei ragazzi (Esploratori e Guide) e dei giovani (Clan)

La Schola Cantorum che ha raggiunto un notevole grado di preparazione e di bravura.

Il Gruppo Catechisti, formato da volontari laici che curano la preparazione catechistica dei bambini.

 

NOTIZIE SULLA PARROCCHIA S. MICHELE ARCANGELO

(dal libro di don Pietro Bonacci: “Scritti Storici Lametini”)

Platania era un casale di Nicastro perché era sorta sul territorio di questo comune e pertanto, ecclesiasticamente, dipendeva dal Cappellano maggiore della Cattedrale, il quale reggeva la chiesa di S. Michele con un cappellano di sua nomina. Questa dipendenza causava disagi alla popolazione che, per tutti gli atti religiosi, come battesimi e matrimoni, doveva recarsi a Nicastro.

A questi disagi ovviò Mons. Nicola Cirillo, che il 13 settembre 1706 elevò a parrocchia la chiesa di San Michele Arcangelo di Platania.

Con la stessa Bolla autorizzò la popolazione a costruirsi il campanile e il fonte battesimale, che erano i segni tangibili delle chiese parrocchiali.

Il 25 settembre dello stesso anno, nominò come primo parroco di Platania, don Angelo Mancuso di Serrastretta.

D. Angelo Mancuso, nella Bolla di nomina, non è chiamato parroco, ma “Economo Curato”, per evitare l’opposizione del Cappellano Maggiore della Cattedrale, il quale, anche se su un piano puramente formale, poteva continuare a dire di essere il Parroco di Platania.

Che ci fu una certa resistenza da parte del Cappellano Maggiore della Cattedrale nei riguardi dell’autonomia della chiesa di S. Michele di Platania, risulta dalla bolla di nomina del primo parroco, nella quale c’è questa clausola: “Il cappellano curato di Platania si obbliga, in perpetuo, di corrispondere ogni anno, in segno di sudditanza, cinque tomoli di grano bianco”. Questa clausola, contenuta sia nel decreto di erezione della parrocchia, sia nella bolla di nomina del primo parroco, il 1800 dette origine ad un’aspra lite tra il canonico D. Antonio Marino, Cappellano della Chiesa Cattedrale e D. Felice Bonadio, Cappellano curato di Platania. Il 1784, com’è noto, la Cassa Sacra, istituita dopo il terremoto del 17983, abolì le decime sacramentali ed il parroco di Platania, da quell’anno in poi non corrispose al Cappellano Maggiore della Cattedrale i cinque tomoli di grano. Quando, però, con il trionfo dei sanfedisti del Cardinale Ruffo, i Borboni riacquistarono il controllo di tutto il Regno di Napoli, le decime sacramentali furono ripristinate e il Cappellano Maggiore della Cattedrale reclamò nuovamente i suoi diritti, ma commise l’errore di chiedere gli arretrati: 5 tomoli di grano all’anno dal 1784 al 1800.

D. Felice Bonadio, giustamente, si oppose a questa pretesa perché, durante quegli anni, non aveva percepito decime e pertanto non poteva e non doveva pagare un tributo, che era legato a quelle entrate. Essendo le posizioni dei due contendenti inconciliabili, la vertenza finì avanti alla Corte Vescovile.

Il processo, come risulta dagli atti, fu istruito con molta meticolosità. Ognuna delle parti in causa espose le sue ragioni e presentò i suoi testimoni, ma non si sa come finì la lite, perché nel processetto mancano le conclusioni della Corte. Le ipotesi sono due: o tutto finì con un compromesso, oppure il Cappellano Maggiore della Cattedrale abbandonò la partita. La seconda ipotesi è la più probabile, perché la situazione del Regno nel 1800 era assai confusa. Molti fedeli di Platania, dopo i moti giacobini e sanfedisti, si opposero al ripristino delle decime sacramentali, anche perché sapevano che i Francesi sarebbero tornati, come di fatto ritornarono il 1805, e di decime non se ne sarebbe parlato più.


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