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Lo Moro (Pd): “Non ci si rende conto che e’ in corso un attacco allo Stato di tali dimensioni da richiedere uno sforzo anche progettuale”

Maxi operazione dei carabinieri in tutta in Italia- 26 arresti per traffico internazionale di stupefacenti

“In Calabria situazione idrogeologica delicatissima” – L’allarme è stato lanciato dai geologi dopo il violento nubifragio che nei giorni scorsi ha messo in ginocchio Reggio Calabria

Napoli (Fli) su KlausCondicio: “La Moratti non parla della ‘ndrangheta a Milano perche’ ha paura” – “I nuovi boss studiano alla Bocconi e ad Harvard, hanno anche due o tre lauree”

Pensare il presente, nel presente. Una scuola a Roccella

Concorso fotografico “Calabria: quello che non vedi” – La tematica più sentita è quella del degrado ambientale

Ricadi: dimissioni a raffica, arriva il commissario – A rassegnarle sono stati contestualmente cinque consiglieri comunali del gruppo di maggioranza e altrettanti dell’opposizione – Cala il sipario sull’amministrazione Laria a pochi mesi dalla sua conclusione naturale

Lascia il superpoliziotto che per trent’anni ha combattutto la ‘ndrangheta al nord – Carmine Gallo, 52 anni di Napoli, da domani siederà dietro la scrivania di un commissariato di periferia. Investigatore apprezzato a livello internazionale, ha indagato anche sulle strage di Duisburg e sulle faida di Crotone

Giornate degli autori – Rosarno, la ribellione che genera demagogia: «Il sangue verde»

Arresti Catanzaro, il boss Mongiardo: “Qui dentro siete tutti miei ospiti” – Il pm Murone: è una guerra di mafia per lo sfruttamento delle attività economiche

Estorsioni a società turistiche, arrestate cinque persone – Alla base delle indagini la “faida dei boschi”

L’Italia ha bisogno di verità – Cisterna: una massa gelatinosa tenta di frenare l’azione della magistratura in Calabria

Polsi: tra fede e ‘ndrangheta – Viaggio al santuario per la festa della Madonna della Montagna

“Non si può arrestare un imprenditore perché non denuncia la mafia” – Secondo Maurizio Luraghi il 95% dei costruttori milanesi è sotto scacco dalle cosche

New Town Calabria – A Cavallerizzo di Cerzeto, comune arbereshe del cosentino evacuato per una frana cinque anni fa, la prima new town italiana. Dovrebbe essere consegnata nel 2011. Ma i cittadini si ribellano e chiedono aiuto ai comitati aquilani

Caso De Magistris: giudizio per tre magistrati – La procura di Salerno: “Inchieste tolte illegittimamente”. Su “Why not” e “Poseidone” si scatenò la guerra con l’ufficio giudiziario di Catanzaro

Eutanasia e testamento biologico: incontro pubblico con Mina Welby che presenta “L’ultimo gesto d’amore”, il racconto dell’esperienza vissuta accanto al marito Piergiorgio

Festival del peperoncino, musica e cultura dall’8 al 12 settembre per la 18esima edizione

“La lunga Marcia della Memoria” fa tappa a Lamezia – Il programma si aprirà con la presentazione del libro “Il caso Valarioti”

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Chiesa risalente a fine ‘600, nella quale vengono custodite statue lignee di pregevole fattura.

Altra chiesa molto cara ai platanesi è il piccolo santuario della Madonna del Riposo o del Riparo, ubicata in aperta campagna dove originariamente sarebbe dovuta sorgere Platania.

La festa viene celebrata il 7 - 8 settembre con veglia notturna.

Sono presenti nella Parrocchia le Suore della Congregazione di San Giuseppe di Cuneo.

Le Associazioni operanti sono:

La Caritas ed il Gruppo di Volontariato che si occupano delle attività assistenziali, delle visite agli ammalati ed agli anziani per i quali organizzano ogni anno la “Giornata dell’anziano”.

Il Gruppo Scout che s’impegna a fondo per la formazione dei bambini (lupetti e coccinelle) dei ragazzi (Esploratori e Guide) e dei giovani (Clan)

La Schola Cantorum che ha raggiunto un notevole grado di preparazione e di bravura.

Il Gruppo Catechisti, formato da volontari laici che curano la preparazione catechistica dei bambini.

 

NOTIZIE SULLA PARROCCHIA S. MICHELE ARCANGELO

(dal libro di don Pietro Bonacci: “Scritti Storici Lametini”)

Platania era un casale di Nicastro perché era sorta sul territorio di questo comune e pertanto, ecclesiasticamente, dipendeva dal Cappellano maggiore della Cattedrale, il quale reggeva la chiesa di S. Michele con un cappellano di sua nomina. Questa dipendenza causava disagi alla popolazione che, per tutti gli atti religiosi, come battesimi e matrimoni, doveva recarsi a Nicastro.

A questi disagi ovviò Mons. Nicola Cirillo, che il 13 settembre 1706 elevò a parrocchia la chiesa di San Michele Arcangelo di Platania.

Con la stessa Bolla autorizzò la popolazione a costruirsi il campanile e il fonte battesimale, che erano i segni tangibili delle chiese parrocchiali.

Il 25 settembre dello stesso anno, nominò come primo parroco di Platania, don Angelo Mancuso di Serrastretta.

D. Angelo Mancuso, nella Bolla di nomina, non è chiamato parroco, ma “Economo Curato”, per evitare l’opposizione del Cappellano Maggiore della Cattedrale, il quale, anche se su un piano puramente formale, poteva continuare a dire di essere il Parroco di Platania.

Che ci fu una certa resistenza da parte del Cappellano Maggiore della Cattedrale nei riguardi dell’autonomia della chiesa di S. Michele di Platania, risulta dalla bolla di nomina del primo parroco, nella quale c’è questa clausola: “Il cappellano curato di Platania si obbliga, in perpetuo, di corrispondere ogni anno, in segno di sudditanza, cinque tomoli di grano bianco”. Questa clausola, contenuta sia nel decreto di erezione della parrocchia, sia nella bolla di nomina del primo parroco, il 1800 dette origine ad un’aspra lite tra il canonico D. Antonio Marino, Cappellano della Chiesa Cattedrale e D. Felice Bonadio, Cappellano curato di Platania. Il 1784, com’è noto, la Cassa Sacra, istituita dopo il terremoto del 17983, abolì le decime sacramentali ed il parroco di Platania, da quell’anno in poi non corrispose al Cappellano Maggiore della Cattedrale i cinque tomoli di grano. Quando, però, con il trionfo dei sanfedisti del Cardinale Ruffo, i Borboni riacquistarono il controllo di tutto il Regno di Napoli, le decime sacramentali furono ripristinate e il Cappellano Maggiore della Cattedrale reclamò nuovamente i suoi diritti, ma commise l’errore di chiedere gli arretrati: 5 tomoli di grano all’anno dal 1784 al 1800.

D. Felice Bonadio, giustamente, si oppose a questa pretesa perché, durante quegli anni, non aveva percepito decime e pertanto non poteva e non doveva pagare un tributo, che era legato a quelle entrate. Essendo le posizioni dei due contendenti inconciliabili, la vertenza finì avanti alla Corte Vescovile.

Il processo, come risulta dagli atti, fu istruito con molta meticolosità. Ognuna delle parti in causa espose le sue ragioni e presentò i suoi testimoni, ma non si sa come finì la lite, perché nel processetto mancano le conclusioni della Corte. Le ipotesi sono due: o tutto finì con un compromesso, oppure il Cappellano Maggiore della Cattedrale abbandonò la partita. La seconda ipotesi è la più probabile, perché la situazione del Regno nel 1800 era assai confusa. Molti fedeli di Platania, dopo i moti giacobini e sanfedisti, si opposero al ripristino delle decime sacramentali, anche perché sapevano che i Francesi sarebbero tornati, come di fatto ritornarono il 1805, e di decime non se ne sarebbe parlato più.

 

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